Preghiera, Chiesa di San Remigio, Villadeati, 2023
L’artista ha scelto di creare un’installazione site-specific appositamente per questo progetto, prendendo spunto proprio dalla storia della chiesa: “dopo aver visitato San Remigio, sono stata colpita subito dalla decadenza degli stucchi e dalla luce ovattata che illumina l’abside, ma la mia attenzione si è poi spostata sulla storia dell’albero che mise radici sotto il pavimento della chiesa mandandolo in pezzi e che, con la sua chioma, distrusse il soffitto.
Il mio intento era di creare un’opera dedicata alla storia di questo luogo probabilmente ricco di santi, di candelabri e croci e che adesso mantiene solo il contorno delle pareti”. Hanno così preso vita delicate sculture, porzioni di statue più grandi che lasciano intuire solo attraverso alcuni dettagli la raffigurazione di qualche Santo o della Vergine. Le opere, che ricordano antichi reperti-un piede che spunta da un panneggio ceruleo, o il volto in frantumi di una madonna, delle mani giunte e lacerti candelabri dorati di legno-sono racchiuse da esili e geometriche gabbie in ferro, nudi perimetri di contenimento che evocano premurose teche di protezione.
Enrica Salvadori ha restituito così poeticamente una sua interpretazione degli arredi sacri che un tempo addobbavano la Chiesa,, immaginando però, non tanto lo spazio nella sua versione originale e intonsa, quanto la flagranza del momento, in cui tutto è precipitato e venuto meno tranne l’intrinseca spiritualità del luogo, rimasta sempre ferma e salda al suo posto, aderente ad ogni mattone e ad ogni crepa, nonostante il disastro.
A cura di Francesca Canfora